Ci sono trasferte che non sono solo spostamenti geografici, ma passaggi di crescita: momenti in cui uno sguardo diverso apre possibilità nuove. La nostra visita in Danimarca, dal 9 al 12 novembre 2025, è stata proprio questo: un viaggio dentro l’eredità di Asger Jorn, dentro le relazioni che negli anni abbiamo costruito e, soprattutto, dentro il futuro che desideriamo per la Fondazione Museo della Ceramica di Savona.
La delegazione savonese era composta da Anna Cossetta (direttrice della Fondazione Museo della Ceramica e della Fondazione De Mari CR Savona), Luca Bochicchio (direttore scientifico), Stella Cattaneo (curatrice), Alessio Cotena (responsabile dei servizi educativi) e da me. Con noi anche il sindaco di Albissola Marina, Gianluca Nasuti, e l’Italian Wine Ambassador Jacopo Fanciulli, che ha portato fin lì il valore enologico della nostra terra. Ad accoglierci al Nord, la collega Paola Gargiulo, da anni impegnata in diversi progetti della Fondazione Museo e oggi impegnata in un dottorato di ricerca che ha proprio nella relazione con la Danimarca il suo fulcro scientifico.
Domenica: il Louisiana Museum of Modern Art, dove l’arte respira con il paesaggio
Atterrati a Copenaghen all’ora di pranzo, abbiamo inaugurato il viaggio con una tappa che è già un mondo a parte: il Louisiana Museum of Modern Art. Camminare tra le sue sale, sospese tra paesaggio e architettura, è stato come entrare in una dichiarazione di poetica museale: qui tutto parla della relazione tra pubblico, arte e natura.
Gli spazi fluidi, il dialogo continuo con il mare, la cura quasi invisibile del dettaglio: un modello da cui abbiamo molto da imparare. Non solo nell’allestimento, ma nella capacità di far sentire ogni visitatore parte attiva dell’esperienza.
È stato bello vedere Alessio osservare con meraviglia gli spazi dedicati all’educazione, e lasciarsi travolgere dall’infinito bookshop, ricco di spunti e volumi specializzati.
Di grande impatto anche la prima mostra europea dedicata all’artista venezuelana-americana Marisol, una parata di sculture visionarie e teatrali, e il progetto fotografico Nine Eyes di Jon Rafman, che attraverso Google Street View riscrive le regole del guardare contemporaneo.
Un avvio perfetto: occhi aperti, mente pronta a lasciarsi ispirare.
Lunedì: Museum Ovartaci, dove la fragilità diventa racconto
La seconda tappa è stata il Museum Ovartaci di Aarhus, un luogo sorprendente e profondamente umano. La storia dell’artista danese Ovartaci – figura centrale dell’Art Brut – racconta quanto la creatività possa nascere anche in contesti di sofferenza e trasformarli in visioni potenti.
La delicatezza del percorso, la forza delle opere e la capacità del museo di restituire dignità e identità all’artista ci hanno colpiti nel profondo. È stato un promemoria prezioso: un museo può essere anche uno spazio che accoglie la fragilità e la trasforma in conoscenza condivisa.
A completare la visita ad Aarhus, una tappa emozionante allo Statsgymnasium, che ospita il Grande Rilievo di Asger Jorn: un immenso pannello in ceramica realizzato alle Ceramiche San Giorgio di Albissola Marina. Alcuni di noi lo vedevano per la prima volta e l’emozione è stata intensa.
Martedì: il cuore del viaggio – Museum Jorn e la nuova sala dedicata all’Italia
Il giorno più atteso. La delegazione della Fondazione Museo della Ceramica, della Fondazione De Mari e del Comune di Albissola Marina ha raggiunto Silkeborg per visitare il Museum Jorn e incontrarne il direttore, Christian K. Madsen, e tutto lo staff, con cui da tempo condividiamo visioni, ricerche e progetti.
La nuova sala dedicata al periodo italiano di Asger Jorn, alla cui costruzione abbiamo contribuito con un lavoro intenso dal punto di vista scientifico e organizzativo, è il segno tangibile di una collaborazione che cresce anno dopo anno. Entrare in quello spazio, vedere il racconto dell’artista prendere forma in un allestimento ricco, misurato e profondamente rispettoso, è stato un momento di grande emozione.
Il confronto con il team del museo è stato uno dei passaggi più preziosi dell’intera trasferta: un dialogo aperto, professionale e autentico, da cui torniamo con nuove idee e una relazione ancora più salda.
Mercoledì: CLAY Keramikmuseum Danmark, la casa della ceramica nordica
L’ultima tappa è stata un luogo che parla la nostra stessa lingua: il CLAY Keramikmuseum Danmark.
Un museo straordinario che unisce collezioni storiche a produzioni contemporanee, tradizione a sperimentazione.
Abbiamo osservato con grande interesse le soluzioni espositive e, soprattutto, gli apparati di mediazione: dalle spiegazioni sui materiali ceramici alle temperature del forno, ogni “isola” didattica, inserita all’interno del percorso permanente – rigorosamente privo di vetrine – offre un approfondimento chiaro e coinvolgente.
Per un museo come il nostro, che racconta una storia secolare ma guarda con convinzione al presente, il CLAY è stato un modello preziosissimo.
Un viaggio che non si chiude qui. Torniamo dalla Danimarca con taccuini pieni di appunti, immagini e nuove idee. E rientriamo ancora più motivati, anche grazie al costante appoggio dell’Ambasciata Italiana in Danimarca e dell’Istituto Italiano di Cultura a Copenaghen, con cui stiamo programmando per il 2026 diverse iniziative congiunte.
Ma soprattutto torniamo con una certezza: il lavoro che portiamo avanti ogni giorno a Savona dialoga con una rete internazionale di istituzioni che credono nella ceramica come patrimonio vivo, capace di unire comunità, generazioni e idee. Un patrimonio che continua a crescere, nutrirsi e trasformarsi. Proprio come questo viaggio.
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