Mostra
Inatteso quanto eccezionale: è il ritrovamento delle opere al centro dell’esposizione “Arturo Martini. La trama dei sogni. Tessuti, dipinti, ceramiche”, in programma dal 22 marzo al 15 luglio 2024, al Museo della Ceramica di Savona, con approfondimento anche negli spazi della Pinacoteca Civica della città. La mostra nasce dalla scoperta, avvenuta proprio a Savona, di sei opere tessili inedite di Arturo Martini, note finora solo come disegni citati dalla letteratura critica, di cui si ignoravano le effettive esecuzioni. Ofelia, Il Veglione e Il Circo/I saltimbanchi – tre soggetti, ognuno dei quali sviluppato in due diverse varianti – sono tappeti disegnati alla fine degli anni Venti da Martini e realizzati dalla MITA - Manifattura italiana tappeti artistici di Genova Nervi per la neonata azienda di arredamento DIANA - Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti dell’architetto Mario Labò. Il percorso espositivo parte dall’eccezionalità della scoperta e documenta il rapporto tra Martini e l’arte tessile, coltivato tra Albisola, Genova e Vado Ligure, dove l’artista trevigiano ha vissuto tra il 1920 ed il 1932, creando molti dei suoi capolavori più noti.
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LA MOSTRA
Nella vasta e innovativa produzione scultorea martiniana - che comprende anche le cheramografie realizzate con tecnica incisoria di tipo calcografico - è opportuno distinguere i lavori ceramici in due grandi tipologie: le opere a stampo e le opere lavorate a mano, una dicotomia che riflette il grande dilemma che attanagliò l’artista, sospeso tra la ricerca della grande dimensione e la replicabilità delle opere d’arte.
A sua volta, le sculture realizzate a stampo potevano essere del tutto automatizzate, come avviene nel caso delle ceramichette (prodotte tra gli anni 1927 e 1928 presso il laboratorio de La Fenice di Albisola Superiore), o necessitare dell’intervento di rifinitura da parte dell’artista, come nel caso della Nena, che in mostra si presenta in una duplice versione.
Modellato e replicato più volte presso la Casa dell’Arte dei Barile ad Albisola Capo, il ritratto della figlia Maria realizzato nel 1932 per il tecnico dell’I.L.V.A. Polibio Fusconi, oggi di proprietà della Fondazione De Mari ed esposto permanentemente presso il Museo della Ceramica di Savona, ha la particolarità di essere stato documentato e commentato durante la sua genesi grazie ad un testimone di eccezione, il poeta Camillo Sbarbaro, che assistette alla cavatura degli occhi per “svegliare” la bambina, ritratta affacciata al finestrino del treno in partenza per il collegio.
Martini crea grandi opere in terracotta usando argilla semi refrattaria, modellata con la tecnica a lucignolo, nello studio di Vado Ligure. Esempi notevoli sono La Pisana (1928-1929) e Donna al sole (1930), inizialmente in argilla e poi tradotte in bronzo o pietra. Le sue sculture mostrano segni degli attrezzi e impronte digitali, influenzate dalla scultura etrusca e romanica e dagli insegnamenti dello scultore Carlini. Martini realizza anche sculture di piccolo formato, come le maioliche per la Villa di Monterosso (1929-1930). Dal 1935 sperimenta il colaggio in gres porcellanato, creando opere come i leoni stilofori, smaltate e adatte per l'esterno.
Arturo Martini. La trama dei sogni
Info mostra
Associazione Lino Berzoini
Carla Bracco, Magda Tassinari, Donatella Ventura
A cura di
Carla Bracco, Magda Tassinari, Donatella Ventura
Sedi espositive
Museo della Ceramica di Savona, Pinacoteca Civica - Palazzo Gavotti Savona
Progetto grafico ed espositivo
Studio gaggeroservente
Catalogo
Sagep
Realizzato da Associazione Lino Berzoini e Museo della Ceramica di Savona, con la collaborazione scientifica di Wolfsoniana - Palazzo Ducale di Genova, Museo Luigi Bailo di Treviso con il sostegno di Fondazione De Mari Savona, Comune di Savona e Associazione Lino Berzoini.