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Stella Cattaneo
Asger Jorn ad Albisola, Centro Studi Casa Jorn, donazione Fondation Guillaume Corneille.

È il 3 marzo e oggi è il compleanno di Asger Jorn (1914-1973). Lo festeggiamo da quando la sua Casa Museo, sulle colline di Albissola Marina, ha aperto al pubblico, nel 2014. Lo festeggiamo come se fosse una persona di famiglia, perché la sua eredità sul territorio, oltre che artistica, è umana. Gli album fotografici, conservati nel Centro Studi Casa Jorn e appartenuti a Berto Gambetta, lo dimostrano.

Prima di arrivare a quest’ultimo aspetto, che in una giornata come questa sembra prevalere tra le mura che furono la sua casa, bisogna dirlo subito: Jorn non è stato solo uno dei massimi rappresentanti della cosiddetta colonia artistica albisolese della seconda metà del Novecento e non è soltanto uno dei principali, più riconosciuti e amati artisti nordici. Jorn è stato nel corso del secolo scorso un pensatore a 360 gradi, la cui pratica artistica si è intrecciata con una più ampia riflessione filosofica, politica e sociale che ha contribuito a porre le basi della contemporaneità che viviamo. Al suo nome si legano movimenti collettivi come il gruppo CoBrA (1948–1951), di cui fecero parte anche Pierre Alechinsky, Karel Appel, Constant, Guillaume Corneille, Christian Dotremont; il Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista (MIBI), concepito dal 1953 con Enrico Baj e altri artisti; l’Internazionale Situazionista (1957), la cui fondazione avviene sul territorio ligure, a Cosio d’Arroscia, insieme a Guy Debord, Michèle Bernstein, Giuseppe "Pinot" Gallizio, Piero Simondo, Elena Verrone, Walter Olmo e Ralph Rumney.


Ad Albisola Jorn arriva nel 1954: sono le relazioni umane a condurlo qui. Sono ancora queste, insieme alla qualità degli artigiani, a trattenerlo in un microcosmo - quello albisolese - all’epoca estremamente effervescente dal punto di vista artistico e culturale. Nello stesso 1954 Jorn è tra gli ideatori dell’Incontro internazionale della Ceramica, appuntamento internazionale, dal carattere fortemente sperimentale che si svolge nel giardino della manifattura Giuseppe Mazzotti. Anche le Ceramiche San Giorgio, inaugurate nel 1958, sono un punto di riferimento per il suo lavoro. Eliseo Salino e Giovanni Poggi, proprietari e fondatori della bottega con Mario Pastorino, diventano amici con cui condividere momenti di lavoro nella ‘fabbrica dei sogni’, dove tutto prende forma grazie alle sapienti mani degli artigiani, e momenti di festa tra le mura della casa di Jorn.

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Fotografia d'epoca di Casa Museo Jorn negli anni Cinquanta
Casa Museo Jorn, anni Cinquanta, Centro Studi Casa Jorn.

L’artista, infatti, acquista nel 1957 un antico casolare, che diventa il suo studio e la sua abitazione albisolese. Con lui e con la sua famiglia, vivevano lì anche Umberto ‘Berto’ Gambetta, fedele factotum del complesso architettonico, e Teresa Saettone, dalla cui cucina uscivano i piatti della tradizione ligure e mediterranea tanto amati dall’artista danese. Nella proprietà, dotata di ampio giardino, Jorn condensa e materializza i principi su cui aveva ragionato per una vita, lasciando traccia di un percorso artistico e umano ricchissimo, benché condensato in soli 59 anni.

Tra le ceramiche industriali, altri materiali di recupero, sculture in ceramica, murales, muretti a secco, piante variegate, aree coltivate e animali in libertà, Jorn dà forma a quella “architettura-scultura” che forse immagina scrivendo a Edouard e Simone Jaguer nel novembre 1953, quando tratteggia l’ipotesi di un ambiente cittadino e domestico diverso, non improntato alla funzionalità, ma pervaso di espressività e immaginazione:

Ecco a cosa vorrei arrivare: ad un ambiente davvero artistico, i muri coperti di manifesti, nelle case, nelle strade, nella metropolitana, ma non di reclame per le tagliatelle o le lamette da barba, no, poesie, versi, disegni, disegni a colori. Non credi che sarebbe un fatto di grande valore culturale se ogni mattina, quando la gente va in metropolitana vedesse poesie e immagini, invece di tutta questa robaccia che vien messa ora? Sogno una mostra costruita come un palazzo fantastico, un’architettura-scultura, piena di pitture realizzate direttamente sui muri, di poesie dipinte, di musica, di danza. (Lettera di Asger Jorn a Édouard Simone Jaguer, 1953, pubblicata in Pleine Marge, Cahiers de Littérature, d’Arts Plastiques et de Critique, n. 34, dicembre 2001, p. 29)

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Foto di interni di Casa Museo Jorn. Ph. Federica Delprino Omar Tonella
Interni di Casa Museo Jorn, ph. Delprino - Tonella.
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Foto di Casa Museo Jorn con vista sul mare. Ph. Romina Condemi
Il giardino di Casa Museo Jorn, ph. Romina Condemi.

Casa Museo Jorn, che fa parte del MuDA - Museo Diffuso Albisola, è gestita dalla Fondazione Museo della Ceramica di Savona ed è in aperto dialogo con istituzioni internazionali, tra cui spicca il Museum Jorn di Silkeborg, trattiene quel sogno, che si mescola alla memoria orale di un intero paese. Paese al quale Jorn, riconoscente, ha deciso di destinare la sua abitazione perché diventasse uno spazio per l’arte e un giardino per i cittadini. Qui, proprio oggi, con l'Associazione Amici di Casa Jorn, abbiamo festeggiato la sua memoria con attività e visite che, in modo partecipativo e collettivo, hanno reso omaggio alla memoria dell’artista e celebrato il piacere di stare insieme e condividere nel segno dell’arte.

 

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Museo Senior. laboratorio ceramica
Museo Senior | Laboratorio di ceramica
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Museo Senior. laboratorio di ceramica
Museo Senior | Laboratorio di ceramica
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Museo Senior. Attività di scambio piante
Museo Senior | Attività di scambio semi, bulbi e piante
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Museo Senior. Attività di scambio piante
Museo Senior | Attività di scambio semi, bulbi, piante

 

 

 

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